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lunedì, 17 novembre 2008
postato da: idiotismi alle ore 13:32 | Permalink | commenti
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mercoledì, 12 novembre 2008
   credo che il mio bertolt preferito abbia detto una cosa del genere...
   ora...obama è un eroe. una versione moderna di un eroe. non sto a criticare nulla, anzi, sono molto fiducioso anche io in quello che potrà fare, anche se non so quanto possa effettivamente fregare a noi italiani di quello che succede dall'altra parte dell'oceano. ma tant'è, la globalizzazione è quella che è non c'è scampo piu per me.
   insomma il punto non è quello che effettivamente possa fare o non fare obama; il punto è: perchè stiamo tutti li ad aspettare il messia che ci salvi? già questa è una sconfitta. bha...dovrò mettermi a studiare un giorno o l'altro, così potrò dire di essere anarchico a tutti gli effetti. per ora siamo "aspiranti anarchici".
postato da: idiotismi alle ore 13:02 | Permalink | commenti
categoria:cultura, america, anarchia, brecht, 2008, io , idiotismo, barack obama, obama
martedì, 04 novembre 2008
Sono tra gli uomini amo gli uomini
amo l'azione
amo il pensiero
amo la mia lotta
sei un essere umano nella mia lotta
ti amo

(Nazim Hikmet)
(grazie oya)
postato da: idiotismi alle ore 09:22 | Permalink | commenti
categoria:cultura, poesia, arte, hikmet, scrittura, me stesso, infinito, centro sociale, io , idiotismo
lunedì, 03 novembre 2008
    perchè non creare un teatro di "sperimentazione popolare"?; un teatro in cui, senza rinunciare alla comunicazione chiara ed accessibile, ci si avventura per strade nuove o, se veramente non esiste più novità per il teatro, per strade battute poco o che comunque hanno ancora tanto da dirci. Non mi sembra un'idea così rivoluzionaria, eppure non ne trovo molto in giro, di questo teatro. Trovo teatro dimentico di se stesso o dimentico del pubblico. Forse sono io che sono troppo democristiano.
postato da: idiotismi alle ore 18:14 | Permalink | commenti
categoria:arte, teatro, televisione, certezze, io , teatro di figura, idiotismo, romaeuropa, romeuropa
domenica, 02 novembre 2008
   (vorrei iniziare questo posto con "credo che..." ma mi sembrerebbe troppo plagio radiofreccia. quindi "credo che" sarà arbitrariamente sostituito da "penzo che" che rende più l'idea del mio sostrato culturale.

   penzo che l'arte si nutra di incertezze. penzo che fare l'artista sia avere a che fare costantemente con queste incertezze e penzo anche che uno che non capisce questa cosa avrà difficoltà a considerarmi un artista e ad avere a che fare con me.
   penzo che l'idiotismo sia incertezza. che l'idiotismo sia cosa buona e giusta. forse. penzo che gli artisti che hanno certezze non sono idiotisti e se non sono idiotisti non sono buoni artisti.
   penzo che se hai troppe certezze non ti contamini e se non ti contamini fai sempre le stesse cose e se fai sempre le stesse cose non sei un idiotista e se non sei un idiotista sei un artista del cazzo.
   penzo che sto ripetendo sempre la stessa cosa e quindi smetto. però solo se il messaggio è chiaro.
   senno penzo che continuo...
mercoledì, 29 ottobre 2008
   non sono io ad essere insicuro, è il mondo che lo è!
postato da: idiotismi alle ore 01:00 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 28 ottobre 2008
   non aver paura della tua passione. lascia che ti divori, lentamente. non ostacolarla o, se la ostacoli, fallo per metterla alla prova, per farla crescere, per coltivarla. lascia che ti bruci dall'interno, soffia sulla brace, guardati ardere e seguila.
   non averne timore. trovala ovunque e considerala come una tua fidata amica, una casa che ti porti dietro; qualcosa che puoi incontrare dove proprio non te l'aspettavi. e riconoscerla. ama la tua passione e, come in tutti i veri amori, odiala. perchè è faticosa e frustrante, perchè ti fa sentire debole e stanco. perchè ti fa sentire un passo dietro agli altri che procedono spediti senza fardelli del genere.
   non invidiare quegli altri. o fallo. tanto non hai scelta.
   probabilmente un giorno la passione ti abbandonerà e tu ti sentirai tradito. probabilmente un giorno ti accorgerai che quella passione non ti ha portato da nessuna parte ma tu sarai lo stesso stanco per tutti gli anni passati ad assecondarla. probabilmente non finirà bene, tra te e lei. ma pensa a tutto il tempo in cui lei ha bruciato in te e pensa che quel tempo lo hai vissuto più intensamente di chiunque altro. e la cosa, tenendo conto che disponiamo di un numero limitato di ticchettii da passare su questa terra, non è poi così male.
   non aver paura della tua passione. ti farà male, forse tanto, ma è la cosa più importante che hai...[continua, ma non so come]
martedì, 21 ottobre 2008
   il merlo era a mezz'aria. sapeva che, gettandosi dal nido avrebbe fatto quella fine lì, ma quel primo volo gli sembrava veramente interminabile. affacciandosi dal nido, prima del salto, gli era sembrato di vedere, pochi metri più in basso, una specie di ramo grosso su cui avrebbe potuto atterrare. magari con un'ala rotta, ma nulla di irreparabile. pochi secondi dopo aver staccato le zampette dal solido lettone familiare, salutando mamma e papà merlo (e guardando un pò preoccupato il fratello merlino che, anche lui, si preparava a saltare da lì a qualche giorno), pochi secondi dopo quel momento lì si era già reso conto che quel ramo l'avrebbe ciccato(mancato) clamorosamente.
   il merlo, infatti, non si sa per quale miracolo era riuscito a prendere un pò di aria sotto le ali e si era allontanato tanto dal tronco da non poter più fermarsi su quel ramo che sembrava una sicurezza. nel momento stesso in cui capì questo scorse un ramo più sotto di quello precedente. "questo lo piglio" si disse.
   mancò anche il secondo ramo. il volo si faceva pericoloso. adesso, dopo aver sorpassato due possibili piani di appoggio, la caduta sarebbe stata ben più dolorosa di quello che si aspettava. scorse un altro ramo. ma poco dopo si accorse che avrebbe mancato anche quello.
   il merlo, ora, era a mezz'aria. sapeva che, gettandosi dal nido avrebbe fatto quella fine lì, ma quel primo volo gli sembrava veramente interminabile. continuava a vedere possibili punti di approdo e di riposo e, puntualmente, a sorpassarli senza essere sicuro di aver imparato a volare.
   pensava a sua mamma, a suo papà, al suo fratellino che, probabilmente, ora era quasi sul punto di gettarsi anche lui. e non sapeva ancora se aveva imparato a volare.
   intanto, cadeva...
lunedì, 20 ottobre 2008
   incuriosito dallo speciale tg1 di ieri sera, sono andato a cercare in rete qualche blog "pro-ana" che poi sarebbe pro-anoressia, detto in soldoni.
   sono un pò sconvolto ed un pò impaurito.
   so già che se leggerà questo post qualcuna di quelle ragazze se la prenderà con me perchè semplifico tutto, perchè in realtà la questione è più complicata di come la vedo io, di come la vedono i media, di come la vede il mondo. ma questo (l'inconoscibilità) io lo sostengo di ogni cosa quindi abbiate pazienza, come diceva il solito buon vecchio leopardi, e non solo lui, bisogna mettere una cazzo di siepe sotto l'infinito altrimenti non si sa di che parlare dalla cima di un ermo colle.
   dicevo che sono rimasto stranito: è come compiere un viaggio strano all'interno di meandri della psiche (e dico ad eventuali psicologi all'ascolto la stessa cosa che ho detto alle anoressiche al capoverso precedente) che non pensavo esistessero, o che perlomeno non pensavo esistessero così profondi. avere una convinzione, del tutto sbagliata, sapere che è sbagliata e continuare a crederci fino in fondo, con tutte se stesse/i, a discapito della propria stessa salute. "caspita" viene da dire "questa si che è coerenza". ma quello che mi spaventa profondamente è: possibile che non ce ne si renda conto? scorrendo un pò i loro post i loro punti di vista cambiano radicalmente da giornata a giornata considerando prima, la propria situazione, come una malattina che crea innegabili svantaggi (se vogliamo eufemisticamente chiamarli così) e poi, subito dopo, come l'unico vero modo di arrivare alla felicità.
   Felicità che, immagino, si rendano conto essere inarrivabile; sia per motivi filosoficamente spiegati da secoli di conoscienza, sia perchè lo vedono anche loro come il loro obbiettivo si sposti costantemente un kilo più in là.
   Tutto questo, a quanto mi pare di capire, è sempre dovuto a insoddisfazione di sè da parte di sè, mutuata da insoddisfazione di sè da parte del mondo esterno. Ora io mi domando...possibile credere che ogni problema sparirà con lo sparire del peso? Non è un ragionamente palesemente arbitrario? Se non si è una brava, bho, una brava figlia (ad esempio) essere più magre di una fotomodella può aiutare?
   Non voglio giudicare...per quanto si possa mantenere una epochè (assenza di giudizio) trovandosi di fronte ad un deliberato "suicidio al rallentatore" (parole di una di loro). Ma vorrei capire come è possibile arrivare a pensare scientemente a cose del genere, in modi del genere...

martedì, 14 ottobre 2008
...un film troppo brutto. persino per me...
postato da: idiotismi alle ore 23:30 | Permalink | commenti
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