il merlo era a mezz'aria. sapeva che, gettandosi dal nido avrebbe fatto quella fine lì, ma quel primo volo gli sembrava veramente interminabile. affacciandosi dal nido, prima del salto, gli era sembrato di vedere, pochi metri più in basso, una specie di ramo grosso su cui avrebbe potuto atterrare. magari con un'ala rotta, ma nulla di irreparabile. pochi secondi dopo aver staccato le zampette dal solido lettone familiare, salutando mamma e papà merlo (e guardando un pò preoccupato il fratello merlino che, anche lui, si preparava a saltare da lì a qualche giorno), pochi secondi dopo quel momento lì si era già reso conto che quel ramo l'avrebbe ciccato(mancato) clamorosamente.
il merlo, infatti, non si sa per quale miracolo era riuscito a prendere un pò di aria sotto le ali e si era allontanato tanto dal tronco da non poter più fermarsi su quel ramo che sembrava una sicurezza. nel momento stesso in cui capì questo scorse un ramo più sotto di quello precedente. "questo lo piglio" si disse.
mancò anche il secondo ramo. il volo si faceva pericoloso. adesso, dopo aver sorpassato due possibili piani di appoggio, la caduta sarebbe stata ben più dolorosa di quello che si aspettava. scorse un altro ramo. ma poco dopo si accorse che avrebbe mancato anche quello.
il merlo, ora, era a mezz'aria. sapeva che, gettandosi dal nido avrebbe fatto quella fine lì, ma quel primo volo gli sembrava veramente interminabile. continuava a vedere possibili punti di approdo e di riposo e, puntualmente, a sorpassarli senza essere sicuro di aver imparato a volare.
pensava a sua mamma, a suo papà, al suo fratellino che, probabilmente, ora era quasi sul punto di gettarsi anche lui. e non sapeva ancora se aveva imparato a volare.
intanto, cadeva...